Rape Culture, una realtà da non ignorare

-Sole Cusumano

Durante la puntata del 22 Aprile, del noto programma di Canale 5 “Amici”, è stato organizzato un simpaticissimo scherzo alla cantante Emma Marrone, ospite in studio che, per motivi che ad essere sincera non ci sono chiari, avrebbe dovuto risultare assai divertente. Emma deve fare un’esibizione accerchiata da ballerini, uno di questi è il complice che dovrebbe, per suscitare l’ilarità del pubblico, allungare le mani toccando la cantante, durante la performance, in punti dove di norma solo il proprio ragazzo potrebbe permettersi di gravitare. Insomma, toccatina dopo toccatina ovviamente Emma va su tutte le furie, mentre però, tra ospiti e giudici, tutti ridono di gusto, d’altronde non sta accadendo nulla per davvero, fa tutto parte di uno scherzo ben orchestrato. Se non fosse che qualcosa intanto sta succedendo realmente, un ragazzo sta davvero palpando Emma in televisione, sotto gli occhi di spettatori in studio, operatori e chi più ne ha più ne metta, ed è inconcepibile che davvero si possa passare sopra un atto del genere etichettandolo come scherzo. Quando la società e la sua mentalità sembrano aver fatto dei concreti passi avanti, eventi del genere mi ricordano perché bisogna continuare a parlare di sessismo, emancipazione, parità e femminismo. Non è possibile che un messaggio tanto forte e sbagliato venga trasmesso in una società che prende già per buona la palpatina tra amici o, ancora peggio, quella fatta per attirare l’attenzione della ragazza che va conquistata. Si tratta di preconcetti tanto ben insiti nella nostra società da cui difficilmente ci si libera e che alimentano quotidianamente la così detta “cultura dello stupro”. Citando Transforming a Rape Culture, nella speranza d’essere ancora più chiari “Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne”, sono compresi quindi anche commenti che dovrebbero risultare sexy ma sono soltanto volgari e maleducati, gesti di dubbio gusto e tutto ciò che possa in qualche maniera inneggiare al rapporto sessuale non condiviso da ambedue le parti. Pensare di poter abbordare una ragazza allungando le mani, convincersi, improvvisandosi indovini, che uno sguardo possa dire “saltami addosso” e giustificare così tutto, dalle toccate alle vere e proprie violenze, questa è la “cultura dello stupro”, che robaccia come questo “scherzo” non fa altro che incentivare.

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