La La Land: il cinema dei colori

-Sole Cusumano

E’ già passato un po’ di tempo da quando La La Land ha fatto il suo grande esordio nei cinema, da quando insomma l’unica domanda che passava di bocca in bocca era: “Hai visto La La Land?”. Non è difficile capire cosa di questo musical scritto e diretto da Damien Chazelle faccia tanto facilmente innamorare, pur non essendo questo un genere particolarmente fortunato. La La Land è un film dedicato ai sognatori che acchiappa lo spettatore sin dalla prima scena trascinandolo con sé in un vortice di canti, balli e soprattutto colori. Seguiamo passo passo la storia dei due protagonisti, un musicista jazz e un’aspirante attrice, interpretati dagli splendidi Ryan Gosling ed Emma Stone – che ormai fanno praticamente coppia fissa sotto le luci delle telecamere – e ci immergiamo magicamente nelle loro vite ad Hollywood, condividiamo la loro voglia di riuscire a realizzare i propri desideri, di essere all’altezza delle proprie ambizioni; d’altronde questi sono messaggi universali che toccano il cuore di tutti. Ma un aspetto in particolare colpisce di questa pellicola, ovvero la preziosa cura dei colori, a partire dagli ambienti, gli arredi, tutto ciò che compone una buona scenografia insomma, arrivando ai costumi, in meraviglioso e perpetuo equilibrio con l’atmosfera circostante e le emozioni dei protagonisti. Si sa, i colori visivamente rappresentano un mezzo di comunicazione assai potente, e non sarebbe la prima volta che nel cinema se ne fa un uso così costante, quasi centrale, facendo sì che sapientemente veicolino le nostre sensazioni. In questo caso i color preponderanti sono: il giallo, il rosso, il blu, il verde, talvolta anche il viola. Per gli ambienti si prediligono i colori pastello, mentre i vestiti dei protagonisti sono sin dai primi minuti del film assai accessi, in netta contrapposizione con lo sfondo, e sembrano quasi farsi più delicati, equilibrati, con il procedere della storia, come se riflettessero la crescita e maturazione dei personaggi. Alla loro presa di coscienza e alla graduale e necessaria demolizione di prospettive fin troppo rosee, corrisponde un affievolirsi dei toni cromatici. L’atmosfera circostante si colora di blu per testimoniare la preoccupazione, l’ombra del fallimento e della separazione, ma questo è un colore che sa anche essere testimone di delicatezza, colorando il cielo notturno, il verde tinge gli ambienti che fanno da sfondo a momenti di crisi e agitazione, il viola è una sfumatura ambigua, rappresenta il disagio, l’inquietudine, mentre il bianco con il suo scintillio, il rosa o il celeste stanno a far luce su quelli che dovrebbero essere i momenti più lieti dell’intera pellicola. La La Land non racconterà una storia originale o sconvolgente, ma indubbiamente è stato capacissimo di far battere i cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di guardarlo, lasciandosi coinvolgere dalla magnifica colonna sonora e soprattutto facendosi guidare dai colori, senza cui probabilmente il film non sarebbe stato lo stesso.

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